Parrocchia di S. Antonio - Padre Evaristo da Carniana (1922-1998)

Padre Evaristo da Carniana (1922-1998) Chi vedeva anche da lontano la tonaca di un Frate su un vespino colorato non poteva sbagliare: era Padre Evaristo. Dotato di grande buon senso e di intraprendenza, era molto popolare: entrava nelle famiglie dei poveri e dei ricchi, dei credenti e dei non praticanti; aveva un accesso privilegiato anche negli uffici pubblici, non chiedeva mai per sé, ma per chi era nel bisogno e per la comunità. Così, valorizzando i suoi contatti interpersonali, ha ristrutturato il complesso di Campore, ha aiutato tante famiglie, ha trovato posti di lavoro.

Padre Evaristo da Carniana (1922-1998) Si narra che un giorno i Frati fossero in difficoltà ad onorare le scadenze di pagamento. Padre Evaristo disse al parroco: "Non preoccuparti, tu vai in chiesa a pregare; io esco e vedrai che qualche cosa trovo!". Dove sia andato né da chi, non è dato sapere, ma tornò con la somma di denaro necessario a pagare le fatture della Parrocchia. Un forte senso della Provvidenza, un cuore grande per tutti, la passione per i ragazzi che incontrava anche come insegnante di religione alla Scuola Media Statale. E, in più, una libertà di spirito che gli consentiva di andare oltre la burocrazia e le formalità. Già durante la guerra, con grave rischio personale, Padre Evaristo fu accanto alle famiglie per dare cibo, mediare le trattative, cercare notizie dei soldati al fronte. Riuscì persino a far aprire dei magazzini militari per distribuire alla gente derrate alimentari, coperte e altro materiale. Una volta gli fu contestata un'infrazione al codice stradale. Ascoltate in silenzio le motivazioni, Padre Evaristo disse all'agente: "Lei è battezzato?" "Si" rispose l'agente sorpreso. E il Frate: "Ha partecipato domenica alla Santa Messa?". "No, purtroppo no", disse con imbarazzo l'interessato. "Allora anche lei ha commesso una grave infrazione. Quindi, siamo pari", incalzò Padre Evaristo che, acceso il vespino, ripartì sorridente. Ai ragazzi, che si andavano a confessare da lui, chiedeva di controllare le mani, se fossero pulite o sporche: "...hanno fatto il proprio dovere, hanno aiutato e amato...?". Poi li abbracciava, dopo aver loro dato il perdono di Dio. Sul ricordino, distribuito ai fedeli in occasione del funerale, è scritta una bella favola, proprio adatta all'incontro di Padre Evaristo con l'aldilà. Eccola: "Si è udito un po' di chiasso, questa mattina, all'entrata del paradiso: "0hè, Pietro, Gesù, cara Madonnina, sono qui; c'è qualcosa da fare quassù?" Interviene subito San Francesco: "Calma, Frate vento; qui non esiste il fare; qui c'è solo l'incremento dell'essere". "Adesso capisco, vi ringrazio tutti di avermi evitato il purgatorio; avete premiato la mia buona fede". Il suo cuore si è innamorato di Salsomaggiore Terme e ha voluto essere sepolto nella nostra città. "Grazie di tutto".