Stabilimento Vecchio

Da salsomaggiore primo centenario  - Il primo stabilimento balneare nasceva in casa del Dottor Valentini , che mise a disposizione l'edificio ad alcuni ammalati. Il 6 maggio 1847 il maestro comunale Ludovico Rocca su consiglio del Dot. Valentini fece domanda al governo Ducale di Parma per avere l'autorizzazione di aprire un locale con quattro camerini da bagno con vasche in legno. Dopo lunghe opposizioni da parte prima di un certo Sig. Rossi detto San Paolo che ne voleva la privativa e per ultimo quella degli Ospizi Civili di Borgo S. Donnino i quali temevano per le sorti dello stabilimento di Tabiano. Ma il commissario territoriale di Borgo San Donnino E. Dallasta dopo diverse considerazioni concluse:"Ov'é caso di acque termali, e della salute di molti non è questa industria nella quale si abbia ad aver la mira di far guadagno; è un guadagno l'ottenere quanti più si possa se ne giovino. I governi che devono proteggere l'industria e il suo libero sviluppo, devono viemaggiormente promuovere le istituzioni che hanno un fine salutare. Reputerei adunque quasi empio, immorale e di poco giudizio il non facilitare e moltiplicare i mezzi di guarigione agli infermi". Finalmente il 31 luglio 1847 il Ministro di grazia e Giustizia e Buon Governo Salati comunica all'inclito dipartimento dell'Interno d'aver accordato "la permissione" a Lodovico Rocca di aprire lo stabilimento. Gli ammalati arrivavano in gran numero. Questa casa di cura prese il nome di Stabilimento per le bagnature salino-jodate. Se ne trovano notizie nella
 
Gazzetta di Parma del 2 agosto 1847 - "Il Sig Lodovico Rocca di Parma, dietro superiore autorizzazione di S.E. il Presidente di Grazia Giustizia e Buon Governo del 3 di luglio n.i. 12807-13132-4048, ha aperto in Salsomaggiore uno Stabilimento balneare a comodo di quelli che volessero trarre profitto delle bagnature salino-iodate, le cui virtù terapeutiche nella cura specialmente della scrofola è abbastanza comprovata dalle ripetute osservazioni costì e altrove istituite. Egli darà opera onde i signori bagnanti trovino quivi i comodi desiderabili all'uopo, e siccome dal giorno dell'accordato permesso ad oggi mancava il tempo necessario per completare quei lavori che si addicono a Salsomaggiore balneare, preparati provvisoriamente sei stanzini con vasche ed ammobiliato un decente ed abbastanza ampio locale ad uso alloggio in una casa, che il Signor Gino Bussandri gli offerse al lodevole scopo, promette il Rocca di soddisfare più decorosamente al comune desiderio nel venturo anno, ove il concorso lo assicuri dell'impresa. Fa noto d'altronde, in pendenza della cosa, che coloro iquali bramassero di trar profitto da questi bagni, potranno anche ora essere con ogni pulizia e senza grave spesa trattati nei pubblici alberghi, tre dei quali discretamente ampi e provvisti e che troveranno mezzo di divagamento non tanto fra le amenità dei colli che incoronano il paese, quanto nel paese medesimo. Ispettore fu nominato Giovanni Valentini. Nel 1848 il maestro Rocca lasciò Salsomaggiore e il proprietario dell'edificio l'ingegnere Giulio Bussandri, lo gestì fino al 1850. Nel 1850 il Conte Alessandro D'Adhérmar divenne concessionario delle saline sempre e dietro insistenza del dottor Valentini, fece costruire 12 camerini da bagno sotto la tettoia a ponente delle saline, i lavori durarono sei anni, ma i bagni iniziarono da subito.
 
Da Guida di Salsomaggiore Tabiano e Dintorni 1905  - Se la costruzione dei dodici camerini determinò un incremento della colonia bagnante, il nucleo della speculazione del conte Adhèmar, consistente nella somministrazione del sale allo Stato Parmense a un determinato prezzo, non diede risultati proficui, malgrado il dispendio grave per le introduzioni di nuovi mezzi per la epurazione del sale. Risolto il contratto dell'Adhèmar col Governo del Borbone e inutilizzati gli impianti costosi per l'estrazione del sale, lo stabilimento balneare la cui prosperità era strettamente connessa alla sorte del conte Adhèmar attraversò un periodo di gravissima crisi. 
 
Da Salsomaggiore Tabiano, Snelli - Fu il Valentini che con istanze su istanze riuscì ad ottenere dal direttore delle contribuzioni dirette, e dal fratello di lui ispettore delle Regalie ed in seguito all'energica collaborazione del Conte Scribani di Piacenza, nominato concessionario delle Saline in sostituzione del Conte Adhemar riuscì a far approvare dal Governo una nuova costruzione al posto del vecchio stabilimento fatto dal Conte Adhèmar. Era un piccolo ma decoroso stabilimento anche se la biancheria veniva stesa ad asciugare nell'atrio stesso dello Stabilimento.
 
Da Guida di Salsomaggiore Tabiano e Dintorni 1905  - Correva l'anno 1857 il Prof. Guido Dalla Rosa iniziò la sua partecipazione alla vita Salsese, mediante una dotta memoria al Ministero Ducale, nella quale enunciava opportune riforme così per la fabbricazione del sale come per l'ampiamento dello stabilimento balneare iniziato dal conte Adhèmar. Il marchese Dalla Rosa essendo membro di una commissione speciale governativa, intesa alla pratica attuazione dei disegni scentifici da lui stessi meditati, compiva nel 1859 la trivellazione del pozzo Balatrone. Il Dalla Rosa chiese ed ottenne per le acquisite benemerenze da Governatore delle provincie dell'Emilia Farini l'affitto delle Saline e degli annessi bagni, obbligandosi a compiere a proprie spese tutti gli studi e lavori necessari alla ricerca e all'esercizio di una miniera di salgemma che per argomenti geologici si riteneva esistere nel sottosuolo di Salsomaggiore. Nel primo periodo della concessione che durò quindici anni (1860-1874) il marchese Dalla Rosa diede effettivamente a Salsomaggiore un notevole impulso.
 
Da Guida Storica di Salsomaggiore e Tabiano, Valentini- Il progetto fu realizzato da Pier Luigi Montecchi di Parma sulle fondamenta di quello tracciato nel 1852 dal Conte Alessandro d'Adhémar che ornò lo stabilimento di una nuova facciata in stile neoclassica e innalzò il piano superiore, portando a 20 il numero dei camerini. I lavori furono eseguiti tra il 1857 ed il 1869. Si costruirono belle e spaziose sale al primo piano, destinando una di esse ad uso teatro, con rappresentazioni, concerti vocali e strumentali, in un'altra fu collocato un Museo di mineralogia, sale di ricreazione e svago, ad esempio con biliardo.
Un ponte in mattoni permetteva di superare il torrente Citronia che gli scorreva d’innanzi. Un cancello in ferro chiudeva l’estremità anteriore. Vi era un balcone nella sala al piano superiore. Dalla loggia si passava al vestibolo, e da questo alla sala d’aspetto. Tra la sala e il vestibolo vi erano due lunghi corridoi uno a destra e l’altro a sinistra i quali ripiegandosi ai due estremi ad angolo retto in altre corsie formano tre lati di un quadrato contenenti venti camerini per bagni con vasche di marmo di carrara, una sala appartata per signore, una stanza per il medico Direttore. L’ala destra serviva per gli uomini di fronte, vi era un giardino, l’ala sinistra guardava le saline e serviva alle donne. L’acqua dolce proveniva da una cisterna e veniva portata a dei serbatoi, che la diramavano alla caldaia e alle bagnatoie, veniva riscaldata per mezzo del vapore. Le acque madri venivano raccolte in contenitori capaci di contenere fino a 2000 brente. Tramite una pompa venivano portate in un serbatoio e tramite dei tubi mandate nelle bagnatoie. L’acqua calda, fredda e salata andavano alle vasche, dove con un’apposita chiave l’acqua madre veniva aperta da un inserviente. Quando le acque venivano scaricate andavano ai condotti nei sotterranei, passando in un laboratorio chimico per estrarne lo iodio. 
 
Salsomaggiore Tabiano 1899 - Questo stabilimento aveva la faccia principale rivolta verso la piazza Felice Cavallotti ora piazza Berzieri; e vi si accedeva da due ponti sul torrente Citronia e da un'altro su terreno privato (casa Romagnosi), altro ingresso si trovava sulla via Mazzini di fronte al Grand Hotel Detraz che portava direttamente all'ala nuova dello stabilimento. Accanto allo stabilimento vi erano le Regie Saline fra queste e l'ala nuova si trova il pozzo artesiano "nuovo o delle saline" e uno dei due gazometri, parecchi magazzini per l'acqua madre, per l'acqua Salso-Iodo-bromica e materiali vari appartenenti alla società Dalla Rosa. Il medico direttore di questo stabilimento fu nel 1899 il prof. Dott. Ettore Baistrocchi, che sostituì il dottor Umberto De Valney nel 1894. Il medico direttore delle inalazioni era il Dott. Antonio Zancarini, fratello del Sindaco di salso. Il Direttore del laboratorio Chimico era il Cav Dott. Giuseppe Cavezzali. 
 
Da Guida Storica di Salsomaggiore e Tabiano, Valentini -
Il giorno 8 settembre 1860 fu trovata una sorgente ferruginosa nei pressi dello stabilimento. Il Marchese Dalla Rosa fece eseguire uno scavo per ottenere un getto libero per studiarne le caratteristiche fisiche e chimiche. Lo scavo era lungo 380 metri e profondo 4,60. Il lavoro presentò diverse difficoltà. Dopo le compiute analisi e visto che l’acqua poteva essere utilizzata a scopi terapeutici, il Dalla Rosa pensò di rendere piacevole il luogo, dove si sarebbero potute bere le acque. Fu costruita un’ampia grotta sotterranea. Per entrare nella grotta si passava dal giardino e dopo una strada coperta di trenta metri si giungeva alla grotta che era larga 4 metri, che dava accesso ad un’altra lunga 7 metri e larga 6 metri. Vi erano delle stalactiti artificiali che davano l’idea di una grotta naturale. La luce entrava dall’alto da vari fori appositamente creati. Realizzarono l’impresa i capimastri Enrico Gazza di Parma e Giuseppe Bianchi di Vigatto. Il lavoro venne terminato il 6 aprile 1861.

Salsomaggiore primo centenario - Man mano che le guarigioni aumentarono, le pareti di una sala del primo piano dello stabilimento si tappezzarono di stampelle, bastoni lasciati dagli ammalati. Ne era testimonianza una lapide lasciata da un sacerdote che diceva: "Qui depongo queste mie grucce testimoni di ottenuta guarigione per virtù di questi bagni da periostite alla fibula della gamba sinistra vecchia di due anni conseguita da febbre tifoidea e patita nel luglio e agosto 1871 in segno di lieto e grato animo Inglese Don Francesco Salsomaggiore, li 11 luglio 1872."
Esisteva un album dove ragguardevoli personaggi del mondo scientifico rilasciarono attestati. Nel teatrino si tenevano concerti, rappresentazioni e altri spettacoli. Nel 1875 scaduto il contratto d'appalto il Marchese Dalla Rosa ottenne malgrado, l'opposizione del Dot. Valentini, che preferiva una gestione municipale, di rinnovarlo per altri 50 anni, obbligandosi nei primi anni del nuovo contratto, in opere di ampliamento. Il Valentini per questa sua presa di posizione dovette lasciare la direzione dello stabilimento. Il Dalla Rosa per far fronte agli impegni presi, invece di rinnovare lo stabilimento preferì costruirne uno nuovo, che non vide mai a compimento perchè morì prima che lo stabilimento fosse terminato. Nasce la società Dalla Rosa & C. che rimase esclusiva fornitrice delle cure termali fino al 1893 anno in cui si affacciò alla ribalta l'Ing. Magnaghi, che costruì un proprio stabilimento. Nel 1879 a completramento delle cure balneari furono introdotte le inalazioni. Nel 1896 fu aggiunta un'ala nuova, descritta nel libro "Guida di Salsomaggiore Tabiano e dintorni" anno 1905". L'ingresso si trovava sul lato del giardinetto, verso piazza Porro (Di fronte al Detraz), e portava in un'ampia sala d'aspetto, sul cui soffitto vi era un'affresco che rappresentava la primavera, allegoria luminosa di sereno e di fiori, dovuta al pittore Prof. Marini. A destra dell'atrio vi era la galleria per il bagno degli uomini, a sinistra la galleria per le signore che era in comunicazione con una ampia sala di intrattenimento. Belle ed ampie erano le vasche, lucidi i metalli, accuratamente conservati gli stucchi delle pareti. Un ampio corridoio parallelo alla galleria riservata al bagno delle signore, si apriva in fondo all'atrio d'aspetto. Da li si accedeva ai reparti delle cure speciali o complementari: fanghi, inalazioni, etc, Per le inalazioni di acqua madre (sistema Siegle e Percy a vapore d'acqua) erano disposte convenienti sale e camerini speciali. Al piano superiore del corpo centrale dello Stabilimento Vecchio, aveva sede il reparto di ginnastica medica o kinesiterapia ed elettroterapia corredato dei migliori apparecchi speciali della ditta E. Balzani di Milano: vi erano pure impianti di bagni di luce parziali e generali. Direttore del reparto di ginnastica medica era il Prof. Giuseppe Monti. Un reparto speciale fu istituito per i militari e per i malati del sanatorium. L'igene era di fondamentale importanza, nello Stabilimento Vecchio si procedeva mediante disinfestazioni periodica delle pareti e dei pavimenti dei camerini. Le biancherie da bagno passavano, dopo il bucato alla stfa sterilizzatrice Geneste-Herscher dalla quale senza ulteriori contatti passava ai camerini. 

Salsomaggiore Tabiano 1899 - Si fondò pure un laboratorio Chimico, nel quale si preparano i prodotti delle R. Saline e Bagni, e un Gabinetto di Microscopia. Si provvide al riscaldamento a vapore dei camerini da bagno e della sala di conversazione per le cure invernali iniziate nel 1899 con buon esito. 
Tra il 1912 e il 1913 iniziarono i preparativi per rinnovare gli stabilimenti Vecchio e Nuovo, con i progetti presentati dagli architetti Giusti e Bernardini. Al posto dello stabilimento Vecchio sorgerà nel 1923 lo stabilimento Berzieri.
 



 

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