L’ultima struttura in ordine di tempo, sorta per offrire anche alle classi più indigenti la possibilità di usufruire delle cure termali, fu il Giacomo Tommasini, destinato ad ospitare gli assistiti della Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali e i bambini della mutualità scolastica, accolti in turni di anche di 600/700 per volta. L’inaugurazione dello stabilimento, dedicato al Dottor Giacomo Tommasini, maestro di Lorenzo Berzieri e strenuo difensore dinnanzi a Napoleone in persona dell’esistenza dell’ateneo parmense, che un decreto della Repubblica Cisalpina aveva deciso di chiudere, avvenne il 18 Settembre 1932. Le cronache riportano che all’avvenimento erano presenti importanti membri della Casa reale, del Governo, delle alte gerarchie del partito fascista, dei sindacati, delle organizzazioni assistenziali, ed il presidente della Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali, Onorevole Olivetti. Infatti il progetto di quest’opera maestosa era stato messo in cantiere più di un decennio prima dal Demanio dello Stato e, per l’appunto, dalla Cassa delle Assicurazioni Sociali, che nel frattempo inviava i propri assistiti all’Albergo Valentini. “ Le terme operaie “, come vennero definite dagli oratori presenti, erano state progettate con grande saggezza all’interno di un grande parco alberato, ideale per il benessere ed il relax degli ospiti in cura. Nel periodo bellico fu adibito ad Ospedale Militare. “La Patria ha voluto allestire nei grandiosi locali dell’Istituto Naz. della Previdenza Sociale uno stupendo ospedale Militare ai bravi soldati che ritornano dai campi di battaglia portando nelle loro carni i segni del valore e del sacrificio.” ( 1941 )

Nel dopoguerra la proprietà passò all’I.N.P.S., e dal 2000 agli Enti Locali (nel nostro caso il Comune di Salsomaggiore ).

 

 

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