Chiesa Sant'Antonio

Nel 1914 Padre Giulio da Podenzano, dei Frati Cappuccini della Provincia di Parma, chiese ed ottenne il permesso di poter erigere in Salsomaggiore un convento e una chiesa in onore di Sant'Antonio da Padova. La costruzione fu iniziata nel 1914 su disegno dell`ing. Giulio Bussandri e fu completata nel 1922. Il 10 giugno 1915 ebbe luogo la consacrazione della chiesa e il 10 maggio 1919 fu costituita, dal vescovo Giuseppe Fabrucci, la parrocchia di S. Antonio da Padova in Salsomaggiore . Esternamente la struttura si presenta nella sua linea romanico-moderna, mentre all`interno è formata da un' unica navata con quattro cappelle laterali. Nella chiesa si possono ammirare alcuni dipinti ad olio su tela di artisti ignoti del XVIII secolo e pregevoli arredi sacri. Notevoli l'artistico pronao (vestibolo) della facciata, lo snello campanile, le decorazioni interne, opera del salsese Pietro Maestri, e gli originali affreschi di Severino Bellotti in stile quattrocentesco, che formano un fregio tutt'attorno alle pareti, sei lunette e otto medaglioni raffiguranti santi.
 
Da S. Antonio in Salsomaggiore - P. Roberto Lecchini da Arzelato - Salsomaggiore, fino quasi al termine del secolo passato, rimaneva, come sopra s'è detto, un piccolo villaggio agglomerato intorno alla casa Comunale. L'area occupata da costruzioni era delimitata a settentrione dal torrente Citronia, fatta eccezione dell'ex convento dei frati Serviti, edificato più a settentrione nel 1525 ed ora mutato nell'Albergo Grande Detraz; a levante si protendeva solo fino alle ultime case di Via Roma-  gnosi, mentre a ponente non oltrepassava l'oratorio di S. Bartolomeo. Le saline occupavano l'area dove ora sorge il Berzieri e gli stabilimenti chimici.  Il piccolo borgo, costruito sull'estremo confine della diocesi, dipendeva e dipende dalla giurisdizione dei Vescovi di Piacenza.  Ma col sorgere, coll'affermarsi e col progredire della industria termale, Salsomaggiore sentì la necessità di un respiro più ampio, il bisogno di espandersi al di là dei vecchi confini in nuove costruzioni per alloggio della popolazione.  Gran parte delle nuove costruzioni per alloggio della popolazione importata veniva a trovarsi così sotto la giurisdizione del Vescovo di Borgo S. Donnino e precisamente nel territorio della parrocchia di Bargone.  Basta riflettere alla lontananza della chiesa parrochiale di Bargone e alla mancanza di strade per accedervi comodamente per comprendere come la nuova popolazione venisse a trovarsi nella morale impossibilità di avere una cura spirituale adeguata ai bisogni sempre crescenti dei tempi nuovi.  Di ciò si preoccupò tormentosamente lo zelo episcopale di S.E. Mons. Leonida Mapelli, il quale, fino dal 1912, quando Salsomaggiore incominciava appena ad occupare la terra della diocesi Fidentina, pensò di far costruire una chiesa nella frazione di Campore, incaricando anzi una apposita commissione per raccogliere i fondi necessari nell'ardua impresa.  Di fatto nulla di concreto si poté realizzare per allora. Nel frattempo a Salsomaggiore molte pie persone andavano manifestando a più riprese il desiderio di avere una comunità religiosa, desiderio espresso molte volte ai nostri religiosi, che da Borgo S. Donnino venivano a celebrare nei giorni festivi nel vecchio oratorio Della Rosa, ora demolito, che sorgeva vicino all'antico cimitero situato all'ingresso dell'Albergo Porro (Il nome Borgo S. Donnino fu mutato in Fidenza al tempo del Fascismo per ritornare al vecchio nome latino Fidentia). Mons. Mapelli, da parte sua, rivolse formale invito ai nostri superiori di venire a porre una casa nella frazione di Campore, ponendovi però come condizione la cura parrocchiale. I nostri superiori, previa autorizzazione delle autorità competenti, credettero di accettare tale condizione, e senz'altro ebbero inizio le pratiche imposte dal Diritto Canonico.  
Avuto il permesso della Santa Sede e del Superiore Generale dell'Ordine, il molto reverendo Padre Guido da Podenzano, Superiore provinciale dei Cappuccini emiliani, indirizzava la seguente istanza al Vescovo di Borgo S. Donnino verbalmente già era inteso:
 
Ecc. Rev.ma.   
Il qui sottoscritto P. Guido da Podenzano (Tagliaferri Don Lorenzo) Provinciale (b.i.) dei Cappuccini della Provincia Parmense, umilmente prostrato dinanzi all'Eccellenza V. Rev.ma, e a nome anche dei Padri Definitori, chiede il permesso di poter erigere una chiesa in onore di S. Antonio da Padova in Salsomaggiore ai confini della Diocesi di Borgo S. Donnino e nel territorio della Parrocchia di Bargone, all'estremità del Viale XX Settembre, avendo già avuto il beneplacito del Rev.mo nostro Padre Generale Pacifico da Seggiano e il permesso della Santa Sede.  Nel medesimo tempo, assicura l'Ecc. V. Rev.ma che dai Religiosi Sacerdoti Cappuccini suoi sudditi, i quali ufficieranno la detta chiesa, farà prestare tutti i servizi parrocchiali a pro dei fedeli conforme alle istruzioni del suddetto Rev.mo Padre Generale, e beneplacito dell'Ecc. V. Rev.ma.  
Nella piena fiducia della grazia con profondi ossequi, si segna  
Umil.mo suo Servo F. GUIDO DA PODENZANO  ut supra  dal Convento di Borgo S. Donnino l Aprile 1914.
S.E. Mons. Leonida Mapelli, in data 1 Aprile 1914, rispondeva benignamente concedendo quanto era chiesto, sotto condizione che il richiedente si obbligasse in forma giuridica alla manutenzione del fabbricato chiesa e delle suppellettili necessarie per l'ornamento dell'altare, nonché alla cura delle anime.  Il giorno dopo, 2 aprile, in fondo al viale XX Settembre, su terreno che i Cappuccini acquistarono dal Sig. Serventi Antonio per un importo di L. 2.405.249, aveva luogo la posa
della prima pietra della nuova chiesa.  Presenti: l'Ill.mo e Rev.mo Mons. Leonida Mapelli,
Vescovo di Borgo San Donnino, e l'Ill.mo, e Rev.mo Mons. Angelo Fiorini, dell'ordine dei Cappuccini, Vescovo di Pontremoli. Testi a ciò richiesti: il molto Reverendo Padre Guido da Podenzano e il molto Reverendo Don Giovanni Mangoni, arciprete di Salsominore; Assistente al Vescovo celebrante: il Rev.mo Sig. Marchese Can. Don Giovanni Tedaldi, arciprete della cattedrale di Borgo S. Donnino, il Rev.mo Can. Dott. Pietro Massari ed il Rev.mo Can. Prof. Don Luigi Mambriani, anche in rappresentanza del Ven.do Capitolo della Cattedrale stessa; Presenti pure: i Padri Definitori dei Cappuccini della Provincia Parmense, il Molto Rev.do Sig. Don Giuseppe Bolzoni, Vicario perpetuo della Cattedrale, rappresentante il comitato per le feste Costantiniane, molti altri Sacerdoti del Clero secolare e regolare; Cerimoniere: il Molto Rev. Prof. Don Mario Conti, Segretario Vescovile di Borgo S. Donnino.  In un cofanetto di vetro a ciò preparato venne inclusa e suggellata la seguente memoria scritta su pergamena:
 
Nel Nome del Signore di Maria Immacolata, di S. Francesco e di S. Antonio Amen.   Era sentito da tempo il bisogno in Salsomaggiore di una chiesa e, più ancora di una Comunità religiosa; perciò il Molto Rev. Padre Guido da Podenzano (Tagliaferri Don Lorenzo) Provinciale dei Cappuccini della Provincia Parmense, dietro formale invito di Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Leonida Mapelli, Vescovo di Borgo S. Donnino, di comune accordo coi Molto Reverendi Definitori, col beneplacito del Rev.mo Padre Pacifico da Seggiano, Ministro Generale dei Minori Cappuccini, e permesso dalla Santa Sede, acquisto dal Sig. Serventi   Antonio questo terreno, all'estremità del viale XX Settembre nei confini della diocesi di Borgo S. Donnino, entro la Parrocchia di Bargone e Comune di Salsomaggiore, per costruirvi una chiesa e convento dei Cappuccini. In questo giorno 2 aprile 1914, sedendo sulla cattedra di S. Pietro, il Sommo Pontefice Pio X e regnando Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re d'Italia, il predetto Mons. Vescovo di Borgo S. Donnino, con l'Intervento di Mons. Angelo Fiorini, dell'ordine dei Cappuccini, Vescovo di Pontremoli e del ricordato Padre Provinciale e Padri Definitori sottoscritti, assistiti dai Rev.mi Canonici, da clero secolare e regolare, e presenti altri personaggi qui sottoscritti e molto popolo, ha solennemente benedetta, secondo il Pontificale romano, e collocata la prima pietra della nuova chiesa, che si vuoI costruire a gloria di Dio, ad onore di S. Antonio da Padova ed a perenne ricordo deldecimoterzo centenario Costantiniano. Architetto di essa chiesa e convento è l'Ill.mo Sig. IngegnereGiulio Bussandri, il quale con generosa carità cristiana e grande perizia presta l'opera sua.Della pietra benedetta è stata Madrina l'Ill.ma Signora Emilia Laviosa. Nell'arca della pietra benedetta sono state incluse monete d'argento e di rame di corso corrente, medaglie di Maria Santissima, di S. Antonio, di Sua Santità Pio X; di più una lastra di ottone con incisa una preghiera a S. Antonio fatta e firmata da l'Illma Signora Emilia Granelli Bussandri. Visto e approvato il presente documento (seguono le firme).
Avvenuta la posa della prima pietra della costruenda chiesa, il M. R. P. Guido da Podenzano ne dava annuncio ai suoi religiosi con la seguente lettera che riportiamo:
Reverendi Padri e Fratelli carissimi, Con lieto animo vengo a notificare a tutti i Religiosi un fatto assai onorifico, consolante e di molto vantaggio per la Provincia. Eccolo:  Era sentito già da tempo il bisogno in Salsomaggiore di una  nuova Chiesa e Convento di Religiosi; varie volte distinte  persone ce ne avevano fatta la domanda; perciò, conosciuto il  vero bisogno, e sentendone continue domande, i PP. Definitori e Provinciale di comune accordo, e col beneplacito del  Rev.mo P. Generale, col permesso della S. Sede, dietro formale  invito del Vescovo di Borgo S. Donnino Mons. Leonida  Mapelli, si è comperato dal Sig. Serventi Antonio un pezzo di  terreno al 'estremità del Viale XX Settembre, entro la Parrocchia di Bargone e nel comune di Salsomaggiore Diocesi di Borgo  S. Donnino, per costruirvi appunto una chiesa e convento per  noi Cappuccini.  Il 2 del corrente Aprile pertanto, Sua Eccellenza Mons.  Leonida Mapelli con l'intervento di S.E. Rev.ma Mons. Fiorini dell'Ordine dei Cappuccini Vescovo di Pontremoli, assistito dai Rev.mi Canonici, dal Clero secolare e regolare Cappuccino, presenti distinte persone e molto popolo, ha solennemente bene-  detta la prima pietra della chiesa che verrà edificata ad onore di S. Antonio di Padova. Architetto di essa Chiesa e convento sarà l'Ill.mo Sig. Ingegner Bussandri Giulio, il quale con gene-  rosa carità cristiana e grande perizia, non solo presterà l'opera sua, ma, con mia sorpresa, ha voluto aggiungere a sue spese, metri quadrati 143 al terreno già preso.  Della pietra benedetta è stata Madrina la distinta signora Laviosa Emilia. Nell'arca ove fu posta la prima pietra bene-  detta, vennero rinchiuse monete d'oro, d'argento, di rame, di corso corrente; di più: medaglie di S.S. Pio X, di Maria SS., di S. Antonio e varie altre; come pure una lastra d'ottone con incisa una preghiera a S. Antonio, fatta e firmata dall'Ill.ma Signora Granelli Emilia Bussandri, moglie dell'ingegnere ed altresì una pergamena entro un tubo di vetro ed ottone con documento del fatto e moltissime firme. Finita la benedizione e collocata detta prima pietra tra gli applausi del popolo, S.E.  Rev. ma Mapelli ha rivolto al numerosissimo popolo un commovente e ben indovinato discorso di circostanza: indi celebrò lì sul posto la S. Messa, durante la quale i fedeli con l'accento dell'entusiasmo cantarono lodi al Santissimo e a Maria; rimanendo in tutti un 'ottima impressione per sì solenne funzione.  Ora, Reverendi Padri e Fratelli, sarebbe mio vivo desiderio che tutti i Religiosi di nostra Provincia concorressero per la buona riuscita dell'opera intrapresa, innanzi tutto, con calde preghiere al Signore, a Maria SS. e a S. Antonio, affinché, benedetto il nostro lavoro, si possa condurlo felicemente e presto a termine.  Di più, pregherei tutti i nostri Padri a volere applicare qualche Messa delle due libere mensili secondo la mia intenzione; e i nostri superiori locali, di quanto possono disporre sia in danaro che in oggetti necessari alla Chiesa e Convento.  I detti Superiori poi avranno cura di mandarmi la lista delle Messe che di quant'altra cosa.  Intanto ringraziando tutti di cuore ed augurando ogni bene dal Signore, con profondi ossequi mi segno di tutti.
Umil.mo Servo F. GUIDO DA PODENZANO P.le (b.i.) Cappuccino  Reggio Emilia 6 Aprile 1914
Non è a dire con quanta gioia la Provincia monastica accogliesse la notizia e con quanta buona volontà i religiosi si prodigassero per la buona riuscita dell'impresa iniziata. Il 13 Giugno di questo anno 1914 il Padre Sisto da Reggio celebrò la prima messa in una cappella provvisoria innalzata sul piazzale della chiesa in costruzione. Lo stesso Padre continuò in detta cappella la celebrazione delle sacre funzioni e, in data 15 ottobre dello stesso anno, veniva eletto delegato vescovile con il seguente decreto:  
LEONIDA MAPELLl,  Per Grazia di Dio e dell'Apostolica Sede,  Vescovo di Borgo S. Donnino, 
Viste le condizioni topografiche di quella parte della parrocchia di Borgone che si estende nella borgata di Salsomaggiore  alla sinistra del torrente Ghiara, e la loro difficoltà ad accedere  alla chiesa parrocchiale;  considerato che i M.M. R.R. Padri Cappuccini stanno, col  nostro permesso, erigendo in località centrale per quella frazione  di Bargone una chiesa dedicata a S. Antonio da Padova con  attiguo convento, e che già attendono al culto, pure con nostra  licenza, in una cappella provvisoriamente eretta;  avendo il consenso del M. R. Sig. Prevosto di Bargone, di  null'altro sollecito che del bene spirituale dei suoi parrocchiani,  concediamo al M.R. Padre Sisto da Reggio Emilia, dei  Minori Cappuccini, ora residente in questo convento di Borgo  S. Donnino, ogni facoltà opportuna per la cura d'anime nel  territorio sovra indicato.  Detta facoltà, che potrà essere ad altri dei Padri qui resi-  denti suddelegata, comprende l'amministrazione di tutti i sacra-  menti e la cura d'anime, e sarà sempre esercitata d'accordo col  M.R. Sig. Prevosto di Bargone.
Firmato: LEONIDA, Vescovo  
Firmato: Can. BRICCHI, Canc. Vesc.
Il Padre Sisto rimaneva in carica fino all' Agosto dell'anno seguente.  I lavori di costruzione iniziatisi il primo giugno di quell'anno 1914 continuarono con ritmo accelerato, cosicché in meno di un anno, la costruzione solidissima della nuova chiesa giungeva al termine.  Frattanto nel marzo del 1915 la morte immatura strappava improvvisamente all'affetto e alla venerazione della Diocesi la grande figura di  Mons. Mapelli la cui attività molteplice era animata da santità  e illuminata da sapienza profonda e corredata di cultura  vastissima.

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