Il piccolo - 1 marzo 1913 - Gli uffici della Camera e il progetto di legge

1 marzo 1913 - Gli uffici della Camera e il progetto di legge

Il piccolo - 1 marzo 1913 - Gli uffici della Camera e il progetto di legge Il piccolo - 1 marzo 1913 - Gli uffici della Camera e il progetto di legge - Gli Uffici della Camera dei Deputati hanno sollecitamente provveduto alla costituzione della Commissione per l'esame del progetto di legge che concerne la radicale riforma della stazione salifero-balneare di Salsomaggiore. E, con significato di deferenza, hanno affidato l'incarico della relazione all'on. Berenini che, alla eccezionale competenza giuridica, accoppia intelletto d'amore.

Sappiamo che l'on. Berenini provvederà con la massima sollecitudine al compito affidatogli dai suoi onorevoli colleghi, e siamo certi che, dove il progetto di legge sia passibile di emendamenti o di integrazioni, gli uni e le altre non sfuggiranno all'acume sereno e perspicace del Relatore e degli onorevoli Membri della Commissione parlamentare, animati tutti dal desiderio di attribuire al patrimonio statale delle acque salutari funzione veramente rispondente ai più lati riguardi del bene pubblico e della umanità sofferente. Non è ufficio nostro rilevare quei punti del progetto di legge ai quali può conferire maggiore efficacia una più precisa dizione. Lo farà certo l'on, Commissione Parlamentare, dei cui singoli componenti ricordiamo i nomi con vera compiacenza in quanto sono legati al rinascimento di Salsomaggiore. Presidente: On. Giovannelli Segretario; On. Di Marzo - Membri: On.Porzio, Bignami, Valenzani, D'Oria, Faelli, Dari. Relatore: On.Berenlni.


La riforma

Su questo nostro foglietto abbiamo illustrato più volte le ragioni del disagio economico di Salsomaggiore, di quel marasma cioè che l'on. Commissione Governativa per le Terme Demaniali ha messo in evidenza. Salsomaggiore di dieci anni fa ricavava, dal numero dei suoi frequentatori annui, quanto bastava a soddisfare le esigenze economiche della sua popolazione. In altre parole gli esercenti avevano numero sufficiente di avventori, gli affittacamere ospitavano tanti clienti quanti bastavano per un discreto interesse del loro capitale. E così gli Alberghi. Da questa generale compensazione fra il capitale, l'opera personale ed il reddito, proveniva una generale soddisfazione, una certa fiducia nella speculazione, fosse essa edilizia o commerciale. E si costruivano molte nuove case e si aprivano molti nuovi negozi. La gente lavorava e confidava nell'avvenire. Ma, mentre il capitale impiegato a Salsomaggiore si raddoppiava e triplicava sollecitamente, il movimento dei bagnanti cresceva lentissimamente, restava presso chè stazionario, dando anche, per quei pochi che hanno la buona abitudine di guardare avanti, segni di decadenza se non per la quantità, per la qualità. Quale la conseguenza? Il capitale non trovava più un interesse sufficiente. La media del 5 per cento, diventava la media del 4 e poi del 3, quando non diventava perdita assoluta, E questo succedeva perchè mentre si era pensato a fabbricare, ad abbellire, ad aprire nuovi esercizi ecc. non si era pensato affatto ai modi più elementari per aumentare la colonia forestiera in quantità e per migliorarne la qualità. Gli stranieri (inglesi e francesi ecc.) che, negli anni in cui le Terme Magnaghi avevano fatto una buona reclame, erano corsi a Salsomaggiore, cominciarono a diradare la loro fila appena videro che Salsomaggiore non era ancora all'altezza dei paesi, balneari da loro visitati all'estero. «Buone straordinarie le acque, dicevano, ma non si può morire di noia»! E poi, soggiungevano, è possibile che una grande stazione moderna di cura abbia stabilimenti che sembrano vecchi e logori giuocherelli da bambini»? Gli Stabilimenti da parte loro, essendo sempre quelli del tempo in cui venivano a Salsomaggiore quattro o cinquemila persone, facevano affari d'oro, pieni di gente affannata per avere il turno, dalla mattina alla sera. E si infischiavano del fatto che i bagnanti, troppi di dentro, fossero tanto pochi... di fuori.
Dimenticavano però un piccolo particolare, anzi due:
1°, che 'le acque salutari dello Stato sono patrimonio di tutti i sofferenti.
2°, che uno stabilimento di cura balneare, quando compie un servizio su larga base per mezzo di Concessioni di Governo, provvede a un servizio pubblico.
Per il servizio pubblico gli Stabilimenti erano ormai insufficienti ed antiquati. Bisognava quindi farne dei nuovi più grandi, più belli, più moderni anche avuto riguardo a quanto scienza creno-terapica che cammina, reclamava a gran voce. Poi bisognava pensare che la industria dei bagni e cure termali, essendo la sola del paese, doveva guidarsi con criteri riguardosi degli interessi vitali della popolazione. Ma non se ne faceva nulla. Occorreva poi fare molta pubblicità nel nome di Salsomaggiore, per diffonderne sempre più la reputazione, e scritturare qualche grande medico per interessare la scienza medica. E non se ne è fatto nulla o quasi. Era altresì necessario aiutare veramente il Comune perchè potesse abbellire prontamente il paese, oppure fare in proprio qualche opera avente scopo igienico e di progresso cittadino. E invece nulla. Erano anche opportune le concessioni più liberali a determinate categorie di persone come Medici Famiglie, Impiegati dello Stato, dei Comuni, Giornalisti ecc. E si lesinava anche in questo. Ecco come è perchè si è arrivati alla riforma la quale dovrà condurre prontamente a sistemi assolutamente contrari a quelli seguiti sino ad oggi, e aprire un nuovo orizzonte benefico alle sorti dell'industria balneare e, in conseguenza, alle speculazioni del commercio ed al lavoro di ogni classe operaia.


La lezione delle cifre

Richiamiamo l'attenzione dei nostri lettori sopra una interessante statistica, compilata dagli uffici municipali, che qui volentieri riportiamo, perchè ci sembra feconda di utili insegnamenti. Si tratta della «statistica dei forestieri che hanno soggiornato a Salsomaggiore durante la stagione balneare 1912, divisi secondo la provenienza». Basta un semplice esame delle cifre che seguono per dimostrare quale proficuo raggio d'azione si offrirebbe a una illuminata reclame e quanto facilmente sarebbe possibile dare un vigoroso impulso ascensionale alla colonia bagnante da tanti anni pressochè stazionaria. Vi sono delle anomalie stranissime. Ma Come è possibile che dalla vicina provincia di Modena ci vengano soltanto 27 persone? Ma dunque nessuno di quei medici conosce Salsomaggiore? Questo della réclame è un campo sul quale vorremmo vedere concordemente raccogliersi l'attività di tutti gli enti pubblici o privati locali. I benefici effetti non tarderebbero a farsi sentire con vantaggio comune. Ma forse anche per quest'anno dovremo contentarci delle solite strisce incollate sui muri di... Borgo S. Donnino!

Il piccolo di Salsomaggiore - 1 marzo 1913 - Gli uffici della Camera e il progetto di leggeFonte: www.internetculturale.it

Commenti   

#2 daniela 2018-03-07 15:46
Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla. :sad:
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#1 giovanni 2018-03-07 15:36
Sembra di capire che 1913 o 2018 le polemiche, quando gli affari vanno male, siano sempre le stesse:
- buone straordinarie le acque ma non si può morire di noia
- qualcuno faceva affari d'oro e intanto si infischiava di come andavano le cose
- i clienti cominciarono a diradare appena videro che Salsomaggiore non era più all'altezza dei paesi balneari da loro visitati all' estero
- erano anche opportune le concessioni più liberali a determinate categorie di persone come Medici, Impiegati dello Stato, dei Comuni, Giornalisti ecc. E si lesinava anche in questo
- è meglio il pubblico o il privato?
Ora, cocluso il ciclo del pubblico, ritorniamo nuovamente al privato.
Speriamo... bene.
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