La clientela termale era per la stragrande maggioranza costituita dai componenti delle classi sociali più ricche; nel 1895 vennero inaugurate le “Grandiose Terme Magnaghi”, che offrivano alla scelta clientela il meglio del lusso. Innanzitutto la neonata illuminazione con luce elettrica, che sostituiva quella funzionante col metano estratto dai pozzi di Salsomaggiore!

L’Ingegner Magnaghi era venuto a Salsomaggiore come paziente nel 1888. Proveniva da Casale Monferrato; morì nel 1898, a 48 anni, appena in tempo per veder ultimato il suo progetto. Ci erano voluti 13 anni di lotte per ottenere la Concessione Governativa per lo sfruttamento “della miniera delle acque salsobromojodiche” e poterlo costruire! Fece effettuare le prime prospezioni geologiche, che portarono alla scoperta di giacimenti (modesti!) di metano ed anche di petrolio nelle vicine colline. Successivamente venne costruita un’ala di 7 piani, che oltre ai reparti termali disponeva anche di 300 stanze per far effettuare le cure anche durante l’inverno. Il suo busto in bronzo, in origine posto nell’atrio dello Stabilimento e successivamente all’ingresso (oggi presso la Direzione delle Terme di Salsomaggiore), è opera dello scultore Paolo Troubetzkoy, principe di origine russa, che crebbe ed operò a Milano. Fu il primo stabilimento termale in città a disporre di illuminazione a luce elettrica; leggendari l’ascensore (marca Stiegler), lo scalone in legno di cedro del Libano ed il Salone Pompeiano così chiamato per lo stile delle decorazioni.

Annesso allo stabilimento, un ufficio postale telegrafico che funzionava anche di notte, una banca e varie Agenzie viaggio

Cessata l’attività nel periodo pre-bellico, fu in seguito utilizzato per la sistemazioni delle famiglie vittime dei bombardamenti. Nel novembre 1962 venne abbattuta la ciminiera che lo dominava, alta 45 metri; i lavori di demolizione terminarono negli anni 1962/64. Si pensava di costruire al suo posto un nuovo stabilimento, che venne invece realizzato nel Parco e dedicato al Prof. Luigi Zoja, che era stato docente di medicina all’Università di Parma, nonché collaboratore delle Terme Magnaghi.

 

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