Stabilimento Magnaghi

Dal 1893 delle fonti di Salsomaggiore era esclusivo proprietario il Demanio che insieme con le saline, con gli Stabilimenti Balneari e con un estesa zona di terreno, le aveva date in appalto alla Ditta G. Dalla Rosa e C. L' 8 Giugno 1893 un Sovrano decreto dichiarava l'Ing. Magnaghi concessionario della miniera denominata: Romagnosi II

e

 a lui riconosceva l'esclusiva facoltà di estrarre acque Salso-jodo-bromiche, gas e petrolio in una zona di 40 ettari, e farne qualunque utilizzazione terapeutica. L'ing. Magnaghi fin dal 1880 aveva acquistato a Salsomaggiore un fondo nel quale si trovava il pozzo n° 5 denominato Romagnosi II, in forza del Sovrano decreto, costruì su suo progetto e dell'architetto Brogli 

uno Stabilimento Balneare "Le Grandiose Terme Magnaghi", che furono inaugurate nel 1895 con 50 vasche dopo due anni di esercizio vennero aggiunte altrettante sale da bagno. I giornali parlarono in termini entusiastici dello stabilimento, contribuendo a diffondere in Italia e all'estero la conoscenza delle proprietà terapeutiche delle acque salsojodiche. Il Magnaghi già nel 1893 sostenne l'utilità delle cure invernali, infatti nel 1896 intraprese la costruzione di un grandioso fabbricato d'alloggio annesso alle Terme che per l'improvvisa morte dell'Ing. Magnaghi fu terminato l'anno successivo. La vedova signora Delia Pavoni, costituì nel giugno 1898 una Società Anonima, con i più valenti industriali e personaggi nel campo tecnico, il Presidente fu l'On. Emilio Maraini. Questa società diede un impulso notevole all'industria locale sotto la direzione del cav. Alberto Pavoni, legato al Magnaghi da vincoli di parentela. Questa Società prese il nome di Società Terme Magnaghi. Un busto commemorativo commissionato allo scultore Paolo Troubetskoy fu posto nel 1895 all'ingresso dello Stabilimento. Sul piedistallo in marmo rosso Svizzero, era inciso il seguente epigrafo: (Giuseppe Magnaghi Ingegnere - Per la prosperità - di Salsomaggiore - Visse fra dure lotte - Che la morte immatura - Compose - Nell'universalità - Del rimpianto.) Questa società cominciò importanti lavori. Il nuovo Hotel di fronte alle Terme, il compimento della grandiosa casa annessa alle Terme, una lavanderia a vapore, nuove perforazioni di pozzi artesiani, allargamento ed ampliamento dei locali per la disinfestazione della biancheria, acquisto della più importante fonte d'acqua dolce del Salsese, e costruzione della relativa conduttura denominata "re dei ruscelli" derivando l'acqua sorgiva da Besozzola, località distante 10 Km da Salsomaggiore, un laboratorio per la ricerca di clinica Medica e Microscopica diretto dal Prof. Luigi Zoia. Lo stabilimento, che sorgeva sulla riva destra del torrente Ghiaia era composto da due corpi di fabbrica fra loro congiunti. Uno aperto nel 1895 e consta del solo Stabilimento Balneare; l'altro fu aggiunto in seguito e fu inaugurato nel 1897 e si componeva oltre che dallo Stabilimento Balneare di camere d'alloggio. Questo corpo di fabbrica aggiunto era a sette piani, di cui tre destinati ai bagni, e quattro per alloggi. Vi si accedeva per un grandioso scalone che lo congiungeva all'altra parte di fabbricato, oppure per un ascensore. Nel 1899 questa casa annessa allo Stabilimento Magnaghi era l'unica che offriva la comodità delle cure interne. Il bagnante veniva avvisato da un campanello elettrico nella propria camera che il suo bagno era pronto e senza essere visto, senza doversi ornare dei mille dettagli della toilette che cinque minuti dopo avrebbe dovuto togliere, ma in veste da camera, attraversato un breve corridoio, si trovava nel gabinetto del bagno. Alla casa, qualora non si passi dalle Terme s'accede separatamente difronte all'albergo Milano, per un ampio scalone e anche con un ascensore. Le camere erano arredate con gusto e sempilcità. Nell'edificio erano aboliti i tappeti di lana, la tappezzeria, i mobili intagliati. Tutto doveva essere di facile pulizia per evitare eventuali microbi patogeni. Le pareti erano stuccate o dipinte, con angoli arrotondati, letti verniciati a smalto, con rete metallica, mobili in pino d'America lucidati a spirito, niente a ridosso delle pareti, dovunque luce ed aria. Aveva acqua potabile, luce elettrica, caloriferi per le cure invernali, carrozza gratuita alla stazione, personale Svizzero. Il corpo di fabbrica che costituiva lo stabilimento Termale era a due piani entrambi accessibili dal Viale Romagnosi. In tutte e due i piani vi erano saloni d'aspetto di grandiosa struttura, di cui uno in stile pompeiano, probabilmente affrescato da Gottardo Valentini. Le camere da bagno si trovavano ai lati di questi saloni; eleganti paratie metalliche celavano gli usci formando spaziosi corridoi. Le sale da bagno erano costruite, decorate e arredate secondo le più rigorose esigenze dell'igene. Le vasche erano di porfido di forma brevettata, e vi erano vaschette per bambini. Le sale di inalazioni erano splendide, vi erano anche camerini d'inalazione separati, per malattie trasmissibili. Il massaggio e i fanghi erano affidati a un medico specialista e a patentate Masseuses. Meritavano attenzione le sale da doccia ed elettroterapia; la lavanderia a vapore, i locali per la disinfestazione della biancheria, i camerini dei poveri, il laboratorio per le ricerche, l'omnibus per il trasporto gratuito dei forestieri, dalla stazione , dgli hotel e case, alle Terme. Ciascun reparto reca il nome di illustrazioni mediche e degli insigni studiosi delle acque di Salsomaggiore quali il Bacchelli, il Simpson, il Porro, il Wirchow, e dei primi medici locali che scopersero le virtù terapeutiche di quelle acque, (il Berzieri, il Valentini, ecc) Il visitatore può rendersi conto della grandiosità dello Stabilimento al solo affacciarsi al magnifico salone Pompeiano, rimane ammirato procedendo oltre nelle gallerie dei vari reparti delle cure balneari e delle applicazioni speciali. I camerini destinati al bagno ed alle fangature sono elegantissimi ed amplii; le sale per inalazioni e le nebulizzazioni, inalazioni col sistema Janningen e Beiselen, inalazioni ad aria compressa col sistema Forlanini, areate e luminose, i gabinetti di chimica microscopica, ed elettroterapia, di otorino-laringojatria, di massaggio, saloni di ritrovo e di conversazione. La lavanderia a vapore è a esclusivo servizio dello Stabilimento. La biancheria proviente dai camerini da bagno o dai vari reparti dicura, arriva nei locali della lavanderia atrraverso un bagno prolungato in una soluzione disinfettante: ciò che garantisce da contagio il personale di servizio. E' quindi sottoposta alla lavatura comune al sapone, quindi affidata alle liscivatrici, indi all'idroestrattore, infine alla grande sterilizzatrice sistema Schimmel dalla quale passa direttamente alla stireria meccanica, quindi alle riscaldatrici e di li ai reparti cure. Annesso allo stabilimento vi è un ufficio postale telegrafico governativo che funzionava pure di notte, una sucursale della Banca G. Ressi successore Bellinzaghi di Milano, una agenzia della compagnia Thomas Cook & Son, un'agenzia del Norddeutscher Lloyd e della Navigazione Generale Italiana. I medici ordinari nel 1899 erano: Il Dott. Umberto Marzorati assistente del Prof. Edoardo Porro e Calderini; Il Prof. Luigi Zoia, docente di medicina all'università di Pavia, il Dott. Cavalli di Parma. Le Terme avevano pure numerosi consulenti scelti tra le più alte notorietà mediche, vedi S.E. Prof. Porro Senatore del Regno,il Prof. Guido Baccelli Ministro della P.I. per la Medicina, il Prof. Riva direttore della clinica medica di Parma. il Prof Andre Ceccherelli direttore della chirurgia, il Prof Ettore Truzzi direttore della Maternità di Parma, il Prof. Arturo Bompiani direttore della Maternità di Roma, il Prof Bordoni Ufreduzzi direttore della Sanità di Milano. La direzione sanitaria nel 1905 è affidata a clinici illustri fra i quali ricordiamo per la ginecologia il comm. prof. Bertazzoli Annibale primario ostetrico ginecologico all'ospedale Maggiore di Milano, per la medicina il prof. Comm. Alberto Riva, direttore della clinica medica della R. Università di Parma; per la clinica chirurgica il prof. Comm. Andrea Ceccherelli, direttore della clinica chirurgica della R. Università di Parma; per l'igiene il prof. Cav. Guido Bordoni Uffreduzzi, medico capo, direttore dell'ufficio igiene e Sanita di Milano. Ecco l'elenco dei medici ordinari dello Stabilimento nonchè dei medici curanti, presenti tutti i giorni. Per le malattie chirurgiche e ginecologiche cav. dott. Uberto Marzorati, ostettrico ginecologic; per le malattie di medicina interna, prof. Luigi Zoia, docente di clinica medica nella R. Università di Parma; dott. Virginio Alberti per la oto-rino-laringojatra; dott. cav Giovanni Cavalli, specialista per il massaggio; dott. Mario Fontana, già assistente alla clinica generalenella R. Università di Padova, per le malattie del sistema nervoso e terapia fisica; dott. Enrico D'Anna, professore di patologia chirurgica; dottor Mario Serena, specialista in ginnastica medica e massaggio. Il Salone delle Terme chiamato Pompeiano era lungo 50 metri e largo 12 metri alto 15 metri. Era un capolavoro di buon gusto e di ricchezza sia nelle decorazioni, che nell'arredamento. Nei mesi estivi si facevano concerti ad arco, gratuiti per tutti i bagnanti. Nel 1899 si costruì un impinanto a luce elettrica in totale sei lampade, che permettevano di adibire questa sala anche ad intrattenimenti serali. I proprietari delle Terme Magnaghi a Salsomaggiore hanno ottennero dal governo la concessione, questa volta definitiva per esportare dell'acqua. Fu una lunga lotta e dura che la ditta Magnaghi anche dinnanzi ai tribunali ebbe a combattere, ma nè meno quando il governo non potè più ostinarsi contro le ragioni numerose e importanti della Ditta e dinnanzi alle vittorie giudiziarie la esportazione delle acque di Salso non fu ancora definitiva perchè questa risoluzione del governo provocò una specie di rivoluzione a salsomaggiore si minacciò di distruggere i vagoni del trasporto ed i recipienti dell'acqua, ecc. ci vollero mesi finchè le anime si calmassero e si potesse cominciare l'esportazione. Questo stabilimento fu demolito il 31 ottobre 1962 e si concluse il 27 novembre del 1962 con l'abbattimento della ciminiera. Vecchio Magnaghi addio! da Tutto Salso 20 dicembre 1962 " Numerosi curiosi hanno assistito nel primo pomeriggio del 27 novembre all'abbattimento della ciminiera. Alta 45 metri venne costruita attorno al 1895 epoca in cui lo stabilimento Magnaghi, uno dei più importanti d'Europa, era entrato in funzione. Il crollo è avvenuto alle 14 e 40 ed è stato ripreso da cineoperatori e fotografi. Erano presenti vari funzionari termali, tecnici e operatori addetti alla demolizione dello stabilimento che hanno poi brindato fra le macerie dell'antica ciminiera per la riuscita dell'operazione" Si pensava di costruire al suo posto un nuovo stabilimento che venne infine realizzato nel Parco e prese il nome di Stabilimento Zoia. Al posto dello stabilimento Magnaghi furono costruiti una serie di negozi.

 
 
Tratto da "Salsomaggiore Tabiano" 1899
Da Guida di Salsomaggiore, Tabiano e dintorni 1905
Da vecchio Magnaghi addio! da Tutto Salso 20 dicembre 1962
Da Le Cure Salsomaggiore alle sorgenti e a distanza

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