Nel 1860 divenne affittuario delle “Saline e Bagni” il Marchese Guido Dalla Rosa-Prati, parmigiano, professore presso l’Università di Parma, geologo, uomo politicamente assai ben introdotto, che provvide ad ampliare e migliorare lo Stabilimento Vecchio. Per soddisfare le esigenze della nuova clientela e degli abitanti, che nel frattempo erano più che raddoppiati, costruì un nuovo acquedotto. Per venire incontro alla crescente richiesta, costruì lo “ Stabilimento Dalla Rosa” o “Nuovo”, tra il 1880 ed il 1883; purtroppo non potè assistere alla sua inaugurazione, in quanto morto un anno prima. Un’aerea galleria vetrata collegava lo Stabilimento al Grande Albergo dei Bagni; nel 1933 venne demolita, in quanto l’Albergo venne dotato di un reparto per le cure termali. La facciata di questo stabilimento assomigliava a quello di uno chalet svizzero ad un solo piano; essa non lasciava intravvedere la grandiosità del retrostante fabbricato, dominato da un alto fumaiolo. Successivamente venne trasformato in ufficio di propaganda per le Terme, affidato alla direzione di un medico per la parte medico-scientifica. Nel 1968 venne demolito per far posto ad una serie di negozi.

 

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