Terme Berzieri

Su commissione della società Dalla Rosa Corazza Giulio Bernardini e Ugo Giusti studiarono un piano di rinnovo degli edifici termali a Salsomaggiore e la costruzione di un nuovo stabilimento di prima classe. Alla fine il finanziamento demaniale, fu indirizzato solo alla costruzione di un unico edificio termale il Berzieri. Sei imprese parteciparono all'asta, la Fonio e Lucchesi furono i vincitori. Lo stabilimento Vecchio, venne trasformato, si parti dalla costruzione di un corpo laterale i lavori partirono il 3 febbraio 1914. Ai primi di ottobre 1915 la nuova ala destra fu visitata dall'On. Berenini. In seguito furono costruite l’ala sinistra e il corpo di congiunzione trasversale. Il 25 gennaio 1917 si svolge la gara d'appalto per lo scavo, muratura e fondazione della facciata. Il 1918 fu un anno pieno di difficoltà, Bernardini si ritira, Giusti ridisegna la facciata, lo scalone d’accesso e la fontana che doveva sorgere al centro dello scalone non vennero realizzate. Per la facciata e per gli interni si richiese l’intervento delle fornaci Chini, e Galileo Chini fece le decorazioni pittoriche interne. Lo stabilimento fu intitolato a Lorenzo Berzieri e fu inaugurato il 27 Maggio1923.


Da Salsomaggiore Art Decò Termale - “Le cronache del tempo riferiscono che per la grande "fabbrica termale" furono impegnati 140 addetti alle opere murarie, 125 marmisti, 60 fra stuccatori e decoratori e 70 tra ebanisti, elettricisti e capi tecnici. Senza contare gli artigiani che forgiarono nell’officina di Antonio Veronesi i ferri dei velari, delle cancellate, delle finestre, le porte e le maestranze delle Fornaci Chini. I marmi provenivano dalle cave di Verona, Rezzato, Carrara e Siena; da Rapolano invece il travertino per il rivestimento della facciata e per le robuste colonne scanalate della pensilina.”


Da La Gazzetta di Parma 28 maggio 1923 - I festeggiamenti di Salso sono cominciati sabato 26 con concorsi bandistici, spettacoli teatrali della compagnia di operette Angelini Lisses composta di ottimi elementi. Causa il tempo piovoso non poterono svolgersi le corse di bicicletta e di motociclette per cui erano stati chiamati corridori di grido. Tutto il paese pavesato a festa con tanti rami di alloro, bandiere e drappi tricolori, archi di trionfo, presentava alla sera una sfarzosa illuminazione. Si era sperato molto nell’intervento di S.M. il RE e di S. e: l’Onorevole Mussolini, ma diversi motivi impedirono che il Sovrano e il Presidente del consiglio onorassero Salso della Loro presenza. Alle dieci arriva comandata dal Console Ranieri la legione di Borgo S.D. composta da circa mille camicie nere e va a disporsi a semicerchio nel piazzale prospicente allo stabilimento Berzieri trattenendo l’enorme folla che si stipa nelle adiacenze. Nello spazio tenuto sgombro sorge un palco adorno di velluto cremisi e di bandiere e più presso allo Stabilimento è disposto l’altare. Al suono della marcia Reale cominciano ad arrivare le autorità, fra cui notiamo S.E. Lissia, il Gen. Teruzzi, il Prefetto Comm. Pugliese, il capo di gabinetto cav. Amati, il generale Lodomez, il generale Galata Comandante la Divisione di Piacenza, il Vescovo di Piacenza, Dabbusi comandante la Legione Carroccio di Milano, il Sindaco di Parma Comm. Passerini col Segretario generale del Comune avv. Ghidoni e l’Assessore ing. Celli, il Console Sacerdoti con l’ufficiale addetto alla Legione Sig. Ghiringhelli, il ca. Podestà il cav. Uff. avv. Luigi Passerini, l’ing. Cav. Colla, il cav. Uff. prof.Griziotti, Colla, il Generale Nullo per la Commissione Reale della Provincia, l’On. Prof. Cardani per l’Università di Parma, il cav. Magnani per la locale Corte d’Appello, il Marchese comm. Cusani per la Federazione Comuni Fascisti, Aimi, Pattini e Fossa per la federazione Sindacale, Stefanini e Gandolfi per la Federazione Fascista, il vice Questore di Parma cav. Menna, il Vice Prefetto di Borgo S. Donnino, cav. Corinaldi, il prof. Mancini per l’Istituto di Belle Arti, il Comm. Ruata Enit, il prof. Curatore de Re cav. Brezzi, il Presidente del Tribunale cav. Lugli.


Da In Aqua Salus - Il Gazzettino di Salsomaggiore descrisse con dovizia di particolari le varie fasi dell'avvenimento, dai discorsi ufficiali, al gran concerto operistico, dal Vermount d'Onore offerto con fastosità regale, alla colonia balneare e a tutto Salsomaggiore, al sontuoso banchetto nel Grand Hotel des Thermes. Numerose erano le autorità S. E. Lissa per il Governo e l'On Farinacci, mancava l'On Berenini in quanto di fede Socialista, che aveva declinato cortesemente l'invito che gli aveva rivolto il Sindaco Cav. Giorgetti. Vi era un numeroso pubblico e due gruppi di alunni con delle bandiere erano disposti ai lati dell'ingresso del Berzieri, davanti alla tribuna degli oratori. I maschi erano in divisa da Balilla e le bambine con una giubba celeste e veste azzurra, guidati dai maestri Verderi e Mazzoni e dalle maestre Dassenno e Rossi, con il direttore Aliani.


Descrizione dello stabilimento Berzieri fatta dall’ing. Guido Tirelli su Salsomaggiore Termale (N. 2 febbraio 1924) - « Il grandioso edificio si compone di tre corpi di fabbrica doppi che penetrano in profondità per ben settanta metri, collegati alle estremità anteriori da un corpo frontale di oltre ottanta metri di lunghezza. Quest'ultimo è costituito di tre parti aventi le mezzarie in corrispondenza degli assi dei corpi di fabbrica.
« La facciata è monumentale : alle dimensioni grandiose si sposa una dovizia di decorazione strutturale ed applicata fatta di materiali nobilissimi; travertino, marmi variegati, grès ceramici policromi a gran fuoco, con tal gamma di colori e tale ricchezza di partiti decorativi da ammaliare. « La geniale applicazione della policromia su così ampia estensione di pareti trae l'ispirazione da monumenti o, meglio, da stili orientali e rammenta il fastoso bizantino, il cui spirito decorativo è di vaghezza insuperata. L'architetto ha data una personale espressione alle maniere proprie di stili d'oriente, e mentre la massa, l'ossatura, la inquadratura architettonica, le sagome derivano dallo stile italiano classico, le ornamentazioni, i particolari decorativi si ispirano, con bella libertà d’invenzione e con ammirevole fantasia al bizantino, all’assiro, all'indiano, sì che una rara gaiezza promana dal. le mura doviziose de' più scintillanti colori e dei barbagli dell'oro puro che fanno rassomigliare il superbo edificio ad un immenso gioiello. « Nella parte centrale, la di cui imponenza deriva oltre che dalle dimensioni, dal singolare motivo archi tettonico del grande triplice fornice d'ingresso assiale, fiancheggiato da due alte torri, è raccolta volutamente la maggiore ricchezza di elementi architettonici e decorativi. Colonne di travertino a pieno aggetto su ornati plinti, coronate da ,ampli pulvini intagliati, scolpiti e in. crostati di grès ceramici, sorreggono una pensilina di grande aggetto rivestita di marmi policromi inquadrati da membrature di travertino in riquadri e lacunari che si fregi ano di bronzi. Al di sopra della pensilina è un vasto campo di mosaico delimitato ai lati da due grandi chimere policrome, di ispirazione assira; nel campo è la dicitura « Thermae ». Magnifico, severo, partito nel quale culmina l'arte decorativa che illumina di splendore tutta la fabbrica. « Le torri laterali all 'ingresso si elevano a fastigio e terminano con una trabeazione solenne, ricchissima di modanature, sagome, intagli inquadranti le decorazioni di grès incastonate come gemme, e concludenti nel fregio ampie patere variegate, cinte da decorazioni armillari, che ricordano pietre rare. Le lesene cbe ornano gli spigoli delle torri, sono della più ricca e fantasiosa forma. « I corpi laterali, pur essendo sensibilmente più bassi, si impongono per la grandiosità del partito delle trifore e per la stessa ornamentazione preziosa. « Nell'interno del corpo frontale sono amplissimi atri, vestiboli, sale; lo scalone duplice a tenaglia in una sola grande hall; da velari di ferro battuto scende copiosa luce ad avvivare i marmi preziosi, gli stucchi, i grès, le decorazioni pittoriche di pieno colore, ricche di ori, che ornano gli ambienti cospicui. La fantasia dell'artista ha compiuto miracoli di gusto, di invenzione, e la bella nota personale si manifesta dovunque, nella grande come nella piccola cosa, nella proporzione delle linee come nella sagoma del particolare; onde dall'insieme dell'opera promana una estetica signorile, nobile e pur festosa, ispiratrice di speranza dispensatrice di lirtezza; piacevole sotto tutte le luci, incantevole nel sole del tramonto che la cospicua massa incendia come rogo d'oro in cui scintillano bagliori delle gemme più preziose ».


Da guida turistica e balneare Salsomaggiore e Tabiano 1927 - Appena entrati ci si trova in un vasto vestibolo, o salone centrale, diviso in tre parti: una centrale, che ha il soffitto più alto, tutto ornato a stucchi e a disegni dello stesso Architetto Giusti, e due laterali, dove sono collocati a sinistra un bar a destra l’orchestrina che svolgeva quotidianamente musica classica e operistica. La parte centrale del Salone ha, in fondo, uno scalone grandioso a due rampe laterali, che si riflettono in due grandiose specchiere e che vanno a congiungersi in un piano unico, da cui si giunge ai camerini da bagno delle ali estreme e del tronco centrale. Le balaustre sono in botticino, gli scalini in marmo. Un loggiato con balaustre di marmo, gira intorno alla parte centrale del Salone d'ingresso. Il salone è veramente stupendo: le pareti hanno rivestimenti di svariati marmi policromi. La luce dalle vetrate d'ingresso, dall'alto da lucernai in ferro battuto costruiti su disegni del Giusti dalla ditta Veronesi di Milano. Sulla parte interna della facciata sopra le porte d’ingresso il pittore Giuseppe Moroni ha dipinto nel 1923 in un trittico una bella allegoria. Il trittico è dipinto a fresco, con una tonalità adatta alla colorazione delle pareti. La parte centrale è occupata da una ragazza che si immagina uscita dal bagno, nell’atto di coprire la sua nudità con un manto di leggerissimi veli a trasparenza. Ai lati, un corteo di fanciulle e fanciulli in graziosi atteggiamenti. Le prime porgono alla fanciulla le ricche vesti di stoffe preziose, le anfore, i vasi che contengono profumi, i cosmetici, le creme, i cofanetti, gli scrigni, che chiudono i gioielli; tutto servirà al suo abbigliamento. Altre ancelle più distanti recano in dono uccelli dai colori meravigliosi, frutti succosi, fiori delicati. A sinistra una fanciulla conduce due gazzelle, a destra un’altra fanciulla con due leopardi al guinzaglio. Ai piedi della figura centrale, ai lati di un gradino, su due zoccoli due tartarughe. Il pittore ha voluto con questa allegoria, uscire dalla convenzionale scena della fanciulla al bagno, gli animali feroci sono vinti e domati dalla bellezza della ragazza. Il pittore ha cercato di armonizzare e fondere in bella armonia gli elementi pittorici, e gli elementi decorativi che hanno ispirato la grandiosa architettura della sala. Accanto all'architetto Giusti, vi era il pittore Galileo Chini a cui si devono non soltanto i due pannelli decorativi che sovrastano la rampa dello scalone, ma tutta quanta la decorazione delle moltissime sale e saloni di tutto l'edificio. Sono evidenti le sue simpatie orientali nello stile e nel colore. I salotti d’attesa del primo piano, invitano al sogno con decorazioni di motivi floreali, che danno a prima vista, un impressione vaporosa e primaverile. I due pannelli del grande scalone sono composti con elementi decorativi: intrecci di rami su cui posano uccelli esotici dai mille colori, figure femminili le cui nudità splendono tra veli. La bellezza dei pannelli stà nell’armonia con cui sono fusi vari elementi decorativi. Dal salone centrale si entra in un vasto vestibolo con stipiti in marmo di botticino e zoccolo in marmo grigio di Verona. Da questo salone si passa alle tre ali dello stabilimento occupato dai camerini da bagno, molto semplici e di estrema eleganza. Le pareti sono coperte di mattonelle in ceramica bianca, fornite dalla ditta Richard-Ginori. Le vasche sono in porcellana della Società Materiali di Vado Ligure. Dallo scalone che sale dal salone d'ingresso, si arriva ai camerini del primo piano che occupano tre ali, una centrale, e due laterali, in corrispondenza di quelle al piano terreno. In questo Stabilimento ci sono reparti destinati esclusivamente ai fanghi. I fanghi sono cure che provocano un forte aumento di calore, quindi sono state predisposte camere di riposo, ampie, luminose, riscaldate a temperatura graduale, nelle quali si possono compiere le necessarie reazioni uscendo solo quando l’organismo ha ripreso la temperatura normale non più soggetto agli sbalzi di temperatura con l’esterno. La caratteristica principale dei saloni per le polverizzazioni è quella di essere provvisti di impianti di rifregeramento e di areazione, i quali permettono di rinnovare continuamente l’atmosfera mantenendola ad una temperatura costante. Vi sono inoltre reparti per le irrigazioni vaginali, uretrali e vescicali. In ogni piano vi sono sale per il pronto soccorso, per i casi di urgenza. Vi sono inoltre gabinetti per medici interni e per la visita dei malati. All'interno dello Stabilimento vi è un bar veramente splendido e confortevole adatto a raccogliere un pubblico aristocratico e signorile. Il vasto salone d'entrata è diventato il più fantastico e suggestivo ritrovo di Salsomaggiore, resta aperto anche la sera, sfarzosamente illuminato fino a tarda ora, sia per la esecuzione di grandi concerti, sia per le serate danzanti. I concerti orchestrali sono affidati alla direzione del Maestro Gino Gandolfi e la loro esecuzione è affidata ad un orchestra composta da oltre quaranta professori. I dancing e le serate danzanti si svolgono regolarmente all’interno del Berzieri. Il servizio di questo bar è affidata al Signor Delfo Nelva. Il servizio per bontà, per comfort è di primissimo ordine.


Da "Salsomaggiore" nuova guida 1937 - Dal loggiato ricoperto da un drappo di velluto rosso la Regina Madre assisteva agli spettacoli. Ospiti illustri furono la Duchessa Laetitia, il Duca degli Abruzzi, il Duca di Bergamo, S.M. Alfonso di Spagna, Principi stranieri, Marajah, Ministri, personalità civili e militari.


Da Salsomaggiore primo centenario - Lo Stabilimento ha 149 camerini da bagno e da fango con 168 vasche, 8 camerini di lusso, 3 sale per polverizzazioni e 2 per inalazioni, 10 gabinetti medici, 1 laboratorio per ricerche cliniche, reparti per cure fisiche; poi sale per riposo, convegni, riunioni e servizi vari (posti e telegrafi, tabaccheria, caffè, ufficio informazioni) e infine il grandioso salone dei concerti.


Festa del personale delle Regie Terme al Berzieri 13 Dicembre 1934 - La Gestione Statale delle Regie Terme ha offerto una nuova prova della comprensione dei canoni fasciati -circa l’assistenza morale e culturale dei lavoratori offrendo sabato sera nei saloni dello Stabilimento Berzieri un grande intrattenimento ai propri dipendenti. Uno spettacoloso colpo d’occhio presentava alle ore 20,30 il marmoreo salone delle Regie Terme gremito com’era in ogni suo vano. Senza esagerazione si può calcolare che al simpatico intrattenimento abbiano partecipato in una atmosfera di caldo cameratismo e di vivo entusiasmo circa 3000 persone tra funzionari, impiegati, operai e loro famiglie. L’ingresso nella sala del Gestore Comm. Giove, al quale si deve l’attuazione di questa festa è stato salutato da una vibrante affettuosa dimostrazione di simpatia coronata da un lungo applauso al quale il Gestore ha risposto con il « saluto al Duce » a cui hanno fatto eco gli impetuosi alalà della enorme massa presente. Lo spettacolo si è iniziato con la proiezione di un divertente film comico «Io e la palla» interpretato da Lloyd che ha dato luogo a scoppi frequenti e rumorosi di vera ilarità Al termine del film proiettato un apposito impianto eseguito dal Giovannini, è seguita una interessante conferenza culturale tenuta, dall’Avv. Osar Caroselli dell’Istituto Fascista di Cultura di Parma che era giunto accompagnato dall’Avv. De Castro e dal Dott. Onelio Oppici. L’oratore ha dottamente trattato il tema « Il lavoro nella organizzazione fascista illustrando la vasta e benefica opera compiuta dal Regime per il benessere dei lavoratori, L’avv. Caroselli dopo avere esaminata la situazione delle classi lavoratrici prima dell’avvento del fascismo, ha detto che l’evoluzione operata dal Regime e nel popolo italiano è tanto piena di esperienze e di fatti da non esser cultura, e tanto materiata di moderno da essere conoscenza, quindi non teoria, ma contatto aperto con la civiltà, con le Sue realizzazioni scientifiche e politiche. Nella conoscenza elementare del popolo, vi è semplicità, profondità, quindi un ottimismo attivo, aggressivo, pieno di fede nei più alti ideali della vita, e sopratutto nella propria forza, nella certezza di imporre nei momenti culminati di una nazione la propria energia guerriera e creatrice. Il popolo crede assai più fermamente alla patria oggi che non ieri, e vi crede assai più compiutamente e alteramente di ogni altro, e lo ha dimostrato fino alla sublimità nella ultima guerra e crede all’universalità, come alla nazione, poichè le compone mirabilmente nella sua logica senza utopie, che vorrebbe universalizzare il suo temperamento, il suo tipo nazionale, il suo genio. Il popolo moderno che sta fra il lavoro manuale e il piccolo impiego, la miseria e la piccola proprietà, vive ed agisce su un piano di coraggio, di libertà reale di pensiero, di fattività ardente. Esso in tutto il mondo è assai più affamato di idee e di giustizia elementare, non di pane quotidiano nel senso immediato. La certezza morale che lo accompagna proviene dal grado della sua evoluzione. Esso è tanto più alto, quanto più a contatto diretto con la civiltà. L’oratore prosegue rilevando che per l’Italia si è chiuso il periodo oscuro dell’economia individualistica, spensierata ed egoistica, speculativa e disordinata, dominata unicamente dagli appetiti individualistici, dagli interessi di gruppo privilegiati o di ristrette particolari categorie e clientele che talvolta e sovente osavano agire contro l’interesse dello Stato e financo contro la sicurezza del Paese. E’ tramontata anche, e per sempre, l’Era delle competizioni, e delle lotte di classe, che si riducevano in definitiva a manifestazioni contro l’unità politica del Paese, contro l’efficienza economica ed anche bellica della Nazione. L’Avvocato Caroselli illustra quindi quanto è stato fatto dal Governo Fascista in ogni settore delle attività nazionali e particolarmente per quanto riguarda le categorie lavoratrici. Egli afferma infine che uno degli aspetti più imponenti della Rivoluzione trova ora il suo sbocco nell’attrezzamento corporativo dell’economia della Nazione, dopo un periodo relativamente breve di successivi e progressivi distacchi dalla mentalità e dalla organizzazione capitalistica e liberalista della vita economica e sociale del Paese. Le masse italiane, in tutti i gradi ed in tutte le varie età delle categorie, sono mature per la grande e profonda trasformazione e non avvertono quasi la grandiosità decisiva dell’avvenimento perchè una felice pratica più che decennale la ha condotte, per forza di esempio e di persuasione, a concepire la vita della Nazione, l’organizzazione del lavoro, della produzione e dei commerci nella forma e nell’ordinamento corporativo, come lo sbocco logico, naturale, e necessario dello sforzo rivoluzionario compiuto dal Regime. L’oratore conclude il suo dire affermando che una nuova civiltà sorge da Roma a stabilire le leggi di un nuovo ordine, di una nuova giustizia sociale e di una più intelligente, logica ed umana distribuzione della ricchezza e del lavoro. Per gli italiani l’aspirazione alla eguaglianza verace, profonda di tutti gli individui di fronte al lavoro di fronte alla nazione, è già una realtà in atto ed in efficienza. Domani come il Duce indica e vuole questa realtà sarà l’elemento fondamentale della prosperità del popolo italiano della potenza e della grandezza della Nazione. L’interessante conferenza dell’Avv. Caroselli è stata alla fine salutata da una lunga ovazione. Conclusasi la parte colturale del programma della serata, sono seguite le danze che, accompagnate dall’ Orchestrina jazz Thermes, si sono protratte affollatissime ed oltremodo animate fino alle ore due, sempre in un ambiente di allegra e simpatica cordialità.
Il 2 aprile 1939 le Regie Terme Berzieri organizzarono un pellegrinaggio a Predappio.

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