Albergo Centrale Bagni

 

Da una pubblicità del 1902 L'Hotel Central Bagni venne ideato dall architetto Magni di Milano, che trasformò una palazzina denominata "casa Tedeschi".Aggiungendo un corpo retrostante con trecento stanze, e la facciata fu abbellita da decori in stile liberty e da un bellissimo doppio balcone. L'architetto prima di realizzare il progetto visitò numerosi alberghi europei, per quanto riguarda l'arr
edamento e il comfort dotò l'albergo di mobilio fatto su disegni di Maple di Londra. L'albergo per decreto Ministeriale era unito con un passaggio coperto allo Stabilimento Nuovo Bagni della Società Saline della Rosa. Questa passerella 
venne demolita nel 1933, quando l’albergo venne dotato di cure interne. La direzione era stata affidata nell'agosto del 1901 al Signor P. Giorgi, già direttore dell'Hotel Bristol di Roma. Alla Stazione ad ogni arrivo del treno vi era l'omnibus dell'Hotel Centrale Bagni. L'albergo offre alla sua clientela un servizio completo di rimessa sia a uno, due o quattro cavalli tanto per passeggiate come per lunghi viaggi.
Da guida di Salsomaggiore e Tabiano 1905 L'Hotel Central Bagni fu inaugurato nel 1902. Al salone di conversazione si accede per uno spazioso vestibolo. L'ambiente di forma quadrata misura 225 metri di superficie. Nel soffitto a volte si apre un artistico lucernario a cristalli opachi dal quale la luce, sapientemente moderata da un velario esterno, scende nell'ambiente. La decorazione, stile Liberty, un sogno floreale, una meravigliosa armonia di tinte diffusa nell'agile sviluppo del fogliame bizantino. Intorno, una profusione di artistico mobilio dalle linee originali e dai tenui colori: dovunque sui tappeti, sulle ampie vetrate laterali, sui cristalli del lucernario è ripetuto il motivo del nuovissimo stile decorativo. Il salone di conversazione si apre a destra sul giardino, a sinistra sull'ampia galleria da passeggio e sulle terrazze dove i glicini rampicanti procurano un'ombra deliziosa, in fondo si apre una bellissima e grande sala di lettura, e più oltre le sale dei ristoranti. Nell'ampia galleria del piano terreno che si ripete in proporzioni identiche ai piani superiori ai quali si può salire con gli ascensori, o dalle scale. Degno di ammirazione è lo scalone di marmo bianco di Carrara, saliente nel vano luminoso senza appoggio visibile, fuor della ringhiera che lo cinge con una sottile voluta metallica di fiori e di steli. In fondo alla galleria a destra si apre il salone ristorante. L'ambiente misura oltre 300 mq di superficie con circa nove metri di altezza è in cemento armato, sistema Hennebique, cioè in un solo pezzo. La decorazione è a festoni di fogliame e di frutti in rilievo, salienti in agile intreccio su per le sagome delle pareti e del soffitto. L'arredo del grandioso buffet di noce chiara, ai lampadari elettrici, alle tende che riparano le ampie finestre, rileva un omogeneità, una delicatezza di gusto. E gli appartamenti nel cui corredo è profusa la semplice persuasiva eleganza dello stile nuovo, sono tali, per la disposizione pratica e per il comfort intrinseco, da lasciare l'ospite nell'imbarazzo della scelta. Il salone di ricevimento col suo vago mobilio Luigi XV e le tapezzerie pesanti in damasco vecchio oro; la sala da studio piena di severo buon gusto, dai mobili stile certosino ad intarsii pazienti di avorio, la camera da letto raccolta in tinte sobrie dell'arredamento di vechio gusto francese. Ma l'eccezionale pregio dell'Hotel Central Bagni è costituito dalla sua diretta comunicazione interna con il Regio Stabilimento Balneare Nuovo. Una elegante passerella a vetri, consente agli ospiti dell'albergo di accedere in qualunque ora al bagno od alle cure accessorie, senza disturbo alcuno e senza preuccupazione di caldo o di freddo, di sole o di pioggia, e di curiosità indiscrete, nel 1905 ne erano proprietari i Signori Bertelli e Zecchini. Questa passerella venne demolita nel 1933 quando l'albergo venne dotato di cure interne. Illustri furono gli ospiti dell’albergo: dal Ministro Zanardelli, politico italiano più volte ministro, e Presidente del Consiglio dal 1901 al 1903, cui era stato riservato l’appartamento più lussuoso. In quello stesso appartamento, riarredato dal proprio maggiordomo-segretario, alloggiò nel 1907 Gabriele d’Annunzio, all’inseguimento della contessina Giuseppina Giorgi Mancini, che alloggiava in quell’albergo con il marito!
Nel 1927 questo albergo apparteneva alla S.A.G.A.S. e la direzione era affidata al Cav. Giacomo Ferrario.
Una intelligente e profonda ristrutturazione lo sta riportando al passato splendore.
 


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