Alla penuria di acqua potabile, causata dalle infiltrazioni delle sorgenti saline, rimediò nel 1888 Luigi Corazza, facendo costruire un acquedotto che dal monte Canate, alto 963 metri, portò acqua potabile a Salsomaggiore, distante 12 chilometri. All’immensa quantità d’acqua dolce consumata dagli stabilimenti termali non poteva provvedere da solo l’acquedotto Corazza. Furono costruiti nel 1894 dalla società Dalla Rosa dei serbatoi per l’acqua dolce proveniente da sorgenti montane. Il più grande di essi, della capacità di oltre centomila ettolitri, è situato a un chilometro da Salsomaggiore sulla strada per Marzano; l’altro, più piccolo, è nel Rio dei Sordoni, vicino al paese. Le grandiose Terme Magnaghi, che al tempo possedevano una fonte d’acqua dolce nei terreni Guidotti a Marzano, ed erano fra i maggiori utenti dell’acquedotto Corazza, nell’autunno del 1898 acquistarono una sorgente d’acqua potabile nei pressi di Pellegrino Parmense, nella località detta “ I Berzieri “, e costruirono l'acquedotto chiamato Re dei Ruscelli, deviando l'acqua sorgiva di Besozzola distante circa 10 Km. I lavori terminarono nel 1899. Nel 1925 fu costruito l’acquedotto Amelia, per cui l'acqua fu deviata dalla pianura circostante Fidenza, aspirata e mandata nei vasconi di raccolta di Guantara, Poggio Diana, Marzano, Scipione. Di lì, a caduta, arrivava nelle case.

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