Luglio 1913, la Bigatta

La BigattaDal signor Gianni Tartari riceviamo e pubblichiamo una testimonianza sulla probabile origine del soprannome Bigatta.
 "Mi ha raccontato mio padre, che il nome "bigatta", che lui in dialetto pronuncia "Begaša”, deriva dal fatto che la sig.ra Rabboni, aveva una vera fobia per i “beghi” da terra. I “monellacci” dei quali si parlava prima, oltre che prenderla in giro, si divertivano a lanciare sul suo carretto manciate di lombrichi, per ridersela di gusto guardando la povera donna impallidire, urlare dal terrore e scappare a gambe levate abbandonando incustodito il suo negozio ambulante. Pare proprio, che a seguito di uno di questi episodi, al quale la regina Margherita fu testimone, preoccupandosi della reazione esagerata della donna, le abbia rivolto per la prima volta la parola, chiedendole cosa le fosse successo. Da quel episodio, probabilmente, ebbe inizio il rapporto fra le due donne. Negli anni a seguire la "Begaša” intimava spesso ai “monelli” di lasciarla stare, in quanto la regina in persona aveva dato quest’ordine, ponendola sotto la propria protezione e autorizzandola ad esercitare la sua attività indisturbata per le vie di Salso. Mio padre è del ’34, e sospetto che fosse uno dei famosi “monelli” di questa storia."
 
Colpo grosso del noto "cacciatore di immagini" salsese Nullo Moseriti. Un'immagine fotografica particolarmente significativa che racconta,  solo come certe immagini sanno fare, un altro pezzo di storia della nostra città. Ciò che raccontiamo ebbe probabilmente inizio nell'estate del 1913 (forse 1912) quando, alloggiando con tutto il seguito al Grand Hotel des Termes, soggiornò per la prima volta a Salso la Regina Margherita di Savoia (la Regina ritornò a Salso, sempre al Grand Hotel, dal 1913 al 1926).
Si racconta che la Regina amasse passeggiare per i viali della nostra città e che durante alcune di queste passeggiate fosse solita intrattenersi in amichevole conversazione con un anziana salsese, certa Maria Rabboni, nota  per la sua irresistibile passione per Casa Savoia e conosciuta in città anche per gli abituali bisticci con certi monelli salsesi che si divertivano a chiamarla con il soprannome, a lei molto sgradito, di Bigatta. Costei, venditrice ambulante di cartoline e fogli da lettera, espose alla Regina la sua particolare situazione finanziaria e i problemi derivanti dalla sua età avanzata. Margherita di Savoia promise il suo aiuto e si interessò effettivamente presso il Comune affinché Maria Rabboni fosse esentata dal pagamento di ogni tributo inerente la sua attività. L'immagine seguente, inviataci dall'amico Nullo Moseriti,  ci è parsa subito interessante non solo per la bella istantanea che immortala le due sorridenti signorine in primo piano, sedute su un calesse trainato da un elegante cavallo, quanto per la figura femminile in secondo piano alla destra della foto. Si può credibilmente ritenere, a meno di successive smentite (si attendono commenti), che tale persona,  in piedi di fianco al carretto con le ruote in legno, col braccio destro alzato per proteggere gli occhi dalla luce del sole con l'intento di osservare il fotografo all'opera,  possa essere proprio Maria Rabboni, detta Bigatta, venditrice ambulante di cartoline e fogli da lettera.

 

In secodo piano, alla destra dell'immagine, Maria Rabboni, detta Bigatta, venditrice ambulante di cartoline e fogli da lettera

 

Commenti  

+1 #2 Gianluigi Saveri 2015-08-22 15:01
La Prof.ssa CABASSI ci ha svelato anche l'origine del soprannome "bigatta". Si tratta della variazione al femminile del nome settentrionale del baco da seta (bigatto) e, in generale, del bruco delle farfalle. Non si comprende il motivo di tale soprannome, ma tant'è.
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+1 #1 fulvia menoni 2015-07-14 21:12
Questo è davvero un grande "scoop"! Bravo Nullo!
La Bigatta era un personaggio molto noto ai bimbi che - come me - alla fine degli Anni Cinquanta frequentavano il viale Romagnosi (io abitavo lì vicino, in via Roma): eravano letteralmente terrorizzati da quella figura tutta nera, gonna lunga fino ai piedi e fazzoletto dello stesso colore in testa, che arrancava faticosamente su e giù per la "passeggiata" sotto il peso dei suoi tanti anni mentre trasciva uno sbilenco carretto (solo adesso vengo a sapere che era un espositore di cartoline!), che alla sera andava a riporre in un locale sottostrada a fianco del bar Alcaini (ora "Fontana")... Per me quello era l'antro della strega! Ricordo che alcuni monellacci si divertivano a beffeggiarla, suscitando le sue ire e le sue maledizioni... Grazie per avermi suscitato questo antico ricordo (che ancora oggi mi suscita un po' di paura...) !
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